Un progetto d’eccellenza: la First Lego League

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E’ volata fin negli Stati Uniti la squadra del Liceo Rosmini che ha vinto la First Lego League. Il suo compito era quello di rappresentare l’Italia alle finali mondiali del campionato di Saint Louis che ha visto i ragazzi mettersi alla prova nella costruzione di robot con i mattoncini colorati Lego.
Nelle gare nazionali di Rovereto il Liceo aveva conquistato la medaglia d’oro e pure quella d’argento con due team formati da studenti delle classi seconde del liceo delle scienze applicate, la 2AM e la 2BM.
I componenti delle due squadre hanno dovuto creare un progetto scientifico su come prevenire o reagire alle calamità naturali. Il team A, che ha conquistato il primo gradino del podio, ha studiato una soluzione per reagire a un terremoto con cedimenti strutturali e vittime. Il team B, che invece è arrivato secondo, si è concentrato sulle valanghe e ha progettato un corso di prevenzione dotato di simulatore.
I ragazzi si sono ritrovati in orario pomeridiano per creare i progetti che hanno richiesto condivisione di saperi diversi, come l’informatica e la fisica, il lavoro di gruppo e lo spirito di squadra. Studiata la calamità scelta e le possibili soluzioni i ragazzi hanno costruito con i lego un robot e lo hanno programmato per svolgere le varie missioni del robot game.
Il team A a Saint Louis, negli Stati Uniti, si è fatto onore nelle finali mondiali, aperte dal saluto del presidente Barak Obama, gareggiando con 80 squadre provenienti da tutto il mondo davanti a una giuria di esperti presieduta dal responsabile della Protezione civile federale americana.
Il team B, invece, ha messo alla prova il suo robot alle finali europee di Pamplona in Spagna.
Ottime le performance di entrambe le squadre alle quali è stata valutata molto positivamente la progettazione meccanica, la programmazione ed è stata riconosciuta l’originalità delle strategie adottate.
Per gli studenti è stata un’esperienza unica, internazionale, capace di avvicinarli alla scienza e alla tecnologia attraverso il gioco e che li ha messi alla prova in momenti di ricerca, esposizione, comunicazione, divertimento e competizione amichevole. I ragazzi hanno lavorato assieme sviluppando spirito di squadra e capacità di problem solving, in un clima di collaborazione e rispetto reciproco. Si sono impegnati con costanza e hanno consolidato nozioni imparate sui banchi di scuola e acquisito nuove competenze in ambito scientifico applicando soluzioni in contesti reali.

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