Sul Baldo per il progetto geologia

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Riflessioni conclusive alla fine dei quattro giorni passati al Rifugio Monte Baldo dal 16 al 19 settembre 2015

“Dulcis in fundo” dicvano i latini, e noi, che il latino lo studiamo, abbiamo fatto nostra questa espressione. Infatti soltanto oggi, che la nostra esperienza sta per finire, ci rendiamo conto di quanto siano stati importanti per la nostra formazione intellettiva e personale questi quattro giorni passati insieme sul monte Baldo. Si tratta del “Progetto Geologia”, tipica proposta rivolta alle quinte scientifico del Liceo Antonio Rosmini di Rovereto. Viene presentato come una semplice visita per approfondire lo studio fatto in classe, ma si rivela molto di più di questo. Come piccolo assaggio basti dire che anche una marca del calibro della Montura se n’è interessata, fornendo a tutti i partecipanti delle felpe tecniche. Qui ognuno si mette in gioco a seconda delle proprie possibilità e in base ai propri desideri. C’è una vasta gamma di esperienze da vivere, dalle più avventurose, come la camminata al monte Telegrafo (2200 m) che, a causa delle particolari condizioni atmosferiche, ci ha fatto provare le emozioni che probabilmente anche Caspar David Friedrich provò nel dipingere Viandante sul mare di nebbia, alle più manuali come la produzione di un diorama che propone la ricostruzione paleoambientale della formazione del Rosso Ammonitico. Ma la vera rivelazione è il clima di amicizia che si è venuto a creare tra studenti di due classi diverse e lo spirito di gruppo che ha coinvolto anche i docenti, grazie a Thomas e Alberto, i due esperti che sono state le nostre guide, essenziali per la buona riuscita di questi quattro giorni. Oltre ad arricchire il nostro bagaglio culturale, il monte Baldo ci ha insegnato a mettere in secondo piano l’apparenza, a rispettare i problemi ed i limiti di tutti, aiutandosi l’un l’altro. Ci ha inoltre permesso di cambiare prospettiva, scrutando dentro di noi, capendo che insieme tutto si può superare e che dobbiamo cogliere ogni occasione, rendendola una marcia in più per il nostro futuro.

Arianna, Gianluca e Giacomo.

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