Studenti al lavoro contro la malnutrizione ad Haiti

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Dietro al bancone di un bar, all’accettazione di una scuola di musica, nella segreteria di aziende, addetti alle consegne di omaggi floreali, o ancora operatori nelle case di riposo o per iniziative pubbliche e comunali. Sono soltanto alcuni dei posti di lavoro che, grazie alla disponibilità di commercianti e conoscenti, si sono accaparrati più di 400 studenti di tre istituti di Rovereto e Pergine che, il 7 e l’8 aprile, anziché sui banchi di scuola, spenderanno la propria mattinata rimboccandosi le maniche per un progetto di solidarietà internazionale. Gli studenti degli Istituti coinvolti (Liceo Rosmini di Rovereto, Don Milani- Rovereto e Marie Curie Pergine, Levico) devolveranno poi la “busta paga” a Mlal Trentino Onlus, per finanziare le attività di “Haiti” mirate a combattere la malnutrizione nell’isola caraibica con la promozione di orti scolastici. La giornata di lavoro del Social Day rappresenta il traguardo di un percorso formativo, promosso da Mlal Trentino Onlus che, per il terzo anno consecutivo, grazie al sostegno delle amministrazioni comunali, dei dirigenti e degli insegnanti degli Istituti coinvolti, rende i ragazzi di Rovereto e Pergine protagonisti nel ‘fare insieme’. I giovani scendono in campo non solo per sostenere la cooperazione internazionale, ma anche per coinvolgere la propria comunità e il territorio in cui vivono in un evento di responsabilità e solidarietà. “Nuove energie” riceverà il 90% della somma raccolta. Il rimanente 10% sarà invece devoluto a sostegno della cooperativa di giovani siciliani Rita Atria per la riqualificazione dei terreni confiscati alla mafia. Dichiara Federica Manfrini che coordina l’iniziativa per Mlal Trentino Onlus: “Anche una piccola azione sul territorio può avere un impatto nella riduzione delle disuguaglianze a livello mondiale. E quello del Social Day è un percorso che vuole ricordare ai ragazzi che siamo tutti chiamati a essere protagonisti del cambiamento”. L’idea del Social Day è mutuata dalla Svezia, da cui l’iniziativa è stata avviata negli anni Sessanta, ed è approdata in Italia nel 2006-2007 coinvolgendo sempre più giovani. Al di là della raccolta fondi, il Social Day vuole promuovere un percorso di cittadinanza attiva, solidale e consapevole, contribuendo anche alla formazione degli studenti delle scuole superiori che si preparano alla giornata e al suo significato, per poi trasmetterlo ai colleghi più giovani, con un percorso della durata di circa un anno.

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