Don Mazzi incontra i ragazzi del Liceo “Rosmini”

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10 minuti al giorno di silenzio infatti per riuscire a prendere contatto con sé stessi

 

Il 12 novembre, 200 studenti del Liceo Rosmini hanno avuto l’opportunità di incontrare don Antonio Mazzi e ascoltare la sua testimonianza di vita al servizio dei giovani.

L’incontro, offerto alla scuola dal Rotary Club Rovereto Vallagarina, è stato molto coinvolgente. Il sacerdote, giornalista professionista e autore di numerosi libri e fondatore di Exodus, ha raccontato alcuni episodi della sua vita spesa a fianco di coloro che il mondo chiama “perdenti”, o “problematici”, che in realtà non sono altro che ragazzi come gli altri ma che portano dentro i segni di un amore non ricevuto o di amori sbagliati vissuti o subiti. È infatti l’amore, ricevuto e dato, il segreto della felicità. È un bisogno vitale e profondo, è energia vitale, è ciò che può rendere ciascuno meraviglioso e felice.

Don Mazzi ha invitato con forza e con grande passione gli studenti a vivere in pienezza l’età dell’adolescenza, periodo importantissimo della vita. I giovani e gli adolescenti hanno infatti un “infinito dentro”, un mondo di potenzialità da scoprire e da vivere per creare e diventare sè stessi. Questa ricchezza interiore non è però sempre di facile gestione: può portare il ragazzo a costruirsi in modo positivo, realizzando nella propria vita i propri sogni e desideri, ma anche a perdersi in strade che conducono all’autodistruzione. Il compito degli adulti nei loro riguardi è quello di stare accanto, accompagnandoli nella ricerca delle meraviglie che ciascuno porta dentro. Solo in questo modo è possibile “salvare” anche i ragazzi finiti nelle situazioni più difficili. Non sempre le figure adulte sanno però essere punti di riferimento a cui aggrapparsi. Loro stessi vivono infatti con difficoltà e disorientamento questo periodo storico non facile.

L’incontro è terminato con un invito da parte di don Mazzi ad avere il coraggio di prendersi tempo per guardarsi dentro. Bastano 10 minuti al giorno di silenzio infatti per riuscire a prendere contatto con sé stessi, per vedere l’infinito che ciascuno ha dentro e per trovare in sé la forza per affrontare le difficoltà che la vita ci pone davanti.

 

prof. Sandro Collini

photo Mauro Galvagni

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