Consulta dei Genitori

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La Componente Genitori

Con i Decreti Delegati le famiglie costituivano la cosiddetta comunità educante, contribuendo, in quanto componente esterna, alla gestione sociale della scuola e garantendo, attraverso le rappresentanze genitoriali elette, la collocazione della funzione educativa all’interno della comunità sociale più vasta. Ora la responsabilità dell’autonomia scolastica deve essere accompagnata da una rinnovata valorizzazione di tutti i soggetti impegnati nei processi di istruzione e formazione, in particolare della componente genitoriale, attuando un coinvolgimento meno rituale delle famiglie nella definizione degli indirizzi generali per l’istituzione scolastica. L’autonomia comporta una rinnovata corresponsabilizzazione dei genitori nel processo educativo per garantire, nel rispetto dei ruoli, la continuità dello sviluppo nei diversi ambiti educativi. La legge Provinciale n°5 del 2006 all’art. 11 recita:

“Le famiglie degli studenti partecipano al sistema educativo in conformità ai principi costituzionali […] ai sensi di quanto previsto dallo statuto di ciascuna istituzione scolastica e formativa”; all’art. 29: “Presso ogni istituzione scolastica e formativa è istituita la consulta dei genitori per favorire la partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. La consulta è composta dai rappresentanti dei genitori di ciascun consiglio di classe, dai rappresentanti dei genitori nel consiglio dell’istituzione, nonché dai rappresentanti di associazioni di genitori riconosciute che ne facciano richiesta, secondo quanto disposto dallo statuto e dal regolamento interno.

La consulta, oltre a quanto disposto dallo statuto, formula proposte ed esprime i pareri richiesti dal consiglio e dal dirigente dell’istituzione in ordine alle attività e ai servizi da realizzare o svolti dall’istituzione medesima”;

e, all’art 22: “Il consiglio dell’istituzione dura in carica tre anni ed è composto da un minimo di undici membri – in modo da garantire comunque la rappresentanza di tutte le componenti della comunità scolastica – che sono individuati mediante elezioni indette dal dirigente dell’istituzione con riferimento agli operatori delle istituzioni scolastiche e formative, agli studenti del secondo ciclo e alle famiglie”

La scuola intende valorizzare la componente genitori attraverso:

  • il coinvolgimento nella stesura dei documenti fondamentali dell’istituzione (Progetto di istituto, Statuto, Regolamento, Carta dei servizi….)
  • il miglioramento della rete comunicativa interna
  • la realizzazione di attività culturali rivolte alle famiglie
  • il coinvolgimento nei progetti accoglienza
  • la consultazione su aspetti organizzativi e di scelta di indirizzo

Mentre la collaborazione della famiglia si esprime attraverso:

  • il sostegno alla scuola riconoscendone il ruolo fondamentale nella formazione dei figli
  • il riconoscimento del lavoro degli insegnanti impegnati ad elaborare un modello educativo e formativo condiviso
  • il perseguimento di obiettivi educativi condivisi
  • l’attenzione verso i bisogni degli studenti in difficoltà e che necessitano di un aiuto personalizzato nell’ambito dell’attività scolastica
  • la vigilanza sulla regolare frequenza dei figli alle lezioni
  • la segnalazione precoce di eventuali disagi dei figli, per l’avvio di interventi individualizzati in stretta collaborazione con gli insegnanti

 

Lettera del Presidente dell’Istituzione dott. Bruno Malena

Estate 1972: “Cosa farà suo figlio l’anno prossimo? -Il liceo.- Bravo! Allora gli piace studiare.” Probabilmente molti si saranno accorti che il mio esordio maschera il solito “Ai miei tempi…”, quando un genitore, iscrivendo un figlio al liceo, pensava che sarebbe stato un sacrificio per tutti. Per il ragazzo che avrebbe faticato a studiare; per i genitori che lo avrebbero mantenuto agli studi. Ma l’obiettivo era alto: cultura e promozione sociale. Oggi è forse minore il sacrificio di mantenere un figlio agli studi ( si tratta di una media di circa cinquecento euro all’anno), ed il maggior benessere ha attenuato le differenze di classe.

E allora perché iscrivere un figlio al liceo? Credo che l’obiettivo sia sempre lo stesso: cultura e libertà. Cultura come strumento che dà la libertà di scegliere il proprio futuro. Che non è detto che sia solo e sempre l’università. Gli esempi di diplomati al liceo che hanno vinto concorsi in banca,in provincia,alle poste,etc. sono numerosi. Ma anche cultura come strumento che dà la libertà di decidere, l’autonomia di giudizio critico sempre più importante in un mondo di imbonitori.

Si sa che la meta è elevata e perciò l’ascesa sarà faticosa. Ed è a questo punto che diventa necessario un intervento dei genitori: -a casa , cercando di convincere i figli che l’impegno e la fatica, magari non subito, ma portano sempre buoni frutti. Meglio che partecipare ad un reality anche se lì per lì non sembra. -a scuola suggerendo quali aspetti possano essere migliorati. Perché i margini di miglioramento, a ben vedere, ci sono pur essendo la scuola trentina ed il nostro liceo sono sempre ai vertici delle graduatorie internazionali.

Si tratta, per noi genitori, di fare un salto di qualità: passare dalla mera rappresentanza negli organi della scuola ad una partecipazione attiva con suggerimenti e proposte, in un clima di collaborazione con la scuola. E’ uno sforzo per le famiglie, forse più gravoso di quello economico, ma che ha un traguardo ambizioso: far capire ai ragazzi che la cultura è la chiave del loro futuro,che hanno intrapreso il cammino per conquistarla.