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Testimonianze degli studenti

Testimonianza di Alessia Setti

In Germania per un’avventura indimenticabile: L’“EUROPÄISCHE TALENT AKADEMIE”
Quest’estate ho vissuto un’esperienza fantastica grazie al mio insegnante di tedesco, il professore Fauri, che mi ha proposto di partecipare a un’accademia estiva in una cittadina tedesca sul lago di Costanza. Lo scopo di questo istituto era quello di offrire a ragazzi e ragazze bavaresi, svizzeri, austriaci, sudtirolesi e trentini l’opportunità di seguire dei corsi mirati ad allargare le proprie conoscenze, soprattutto in campo scientifico. Ogni ragazzo poteva frequentare uno dei cinque corsi proposti, a scelta tra biologia, strategie di gioco, fotografia, filosofia e tecniche della comunicazione , oltre a un corso di danza o coro. Io ho optato per il corso di filosofia, che mi ha permesso di approfondire alcuni autori già studiati a scuola e conoscerne di nuovi, e il corso di danza moderna e contemporanea tenuto da due ballerini professionisti tedeschi. Durante le due settimane di accademia ci è stato proposto un progetto molto istruttivo che mi ha permesso di conoscere meglio il funzionamento dell’Unione Europea chiamato “Planspiel Europa”, nel quale ogni ragazzo doveva impersonare un membro del Parlamento europeo o del Consiglio dei Ministri al fine di emanare una legge. Ma non è tutto… Abbiamo anche avuto l’occasione di andare all’opera a Bregenz, in Austria, al cosiddetto “Seebühne”, palco che, come dice il termine stesso, si trova sul lago e quindi abbiamo assistito a uno spettacolo davvero suggestivo! Le due settimane sono trascorse velocemente e l’esperienza si è rivelata estremamente utile dal punto di vista linguistico (si parlava solo in tedesco!), ma anche da quello culturale perchè il progetto ha portato a un confronto di idee e culture tra ragazzi di nazionalità diverse. Il mio consiglio è quello di non lasciarsi scappare nessun’esperienza, anche se di primo impatto può sembrarci difficile e impegnativa, perchè è soprattutto da progetti di questo tipo che ci si arricchisce.
Alessia Setti 4AL

 

Testimonianza di Aurora Sartori

Il primo giorno di scuola in quarta ginnasio
L’imponente edificio color ocra si stagliava maestoso nell’immenso piazzale ed il mio sguardo ne osservava spaventato le schiere di finestre, sette per ogni piano e alla stessa rigorosa distanza l’una dall’altra, il porticato della tettoia, con quattro archi a tutto sesto, e la fatidica porta d’ingresso, lucidata e con i simmetrici intarsi in legno dei battenti. La mia nuova scuola era lì e mi osservava come un padre fissa fermamente la figlia piccola e senza scomporsi la invita ad avvicinarsi. Entrai e seguii pedissequamente un gruppo di studentesse che con i loro atteggiamenti concitati, ma certamente più sicuri dei miei, mi trasmettevano una momentanea sensazione di tranquillità e normalità.
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Testimonianza di Aurora Spagnolli

TEMA DI ITALIANO 11 MAGGIO 2012
RICORDI QUALI SONO STATE LE TUE EMOZIONI IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA ALL’INGRESSO NELL’EDIFICIO SCOLASTICO E NELLA TUA AULA? ESPRIMILE IN UNA DESCRIZIONE SOGGETTIVA DI ENTRAMBI GLI AMBIENTI.
Quella mattina, non appena mi sono trovata davanti all’imponente edificio scolastico dove avrei trascorso i successivi cinque anni della mia vita, ho pensato a quante volte sarei entrata e uscita da quella struttura. Sono rimasta ad ammirare il cancellone d’entrata in ferro grigio come la pece per dei secondi che mi sono sembrati eterni e, dopo essermi fatta coraggio, sono entrata. Varcata la soglia mi sono sentita come l’uomo quando per la prima volta ha camminato sulla luna. Percepivo che quell’ambiente non mi apparteneva, non ancora. Almeno all’esterno il liceo si presentava di un istituzionale color ocra, decorato con dei motivi rossi, la sua struttura era molto complessa: l’atrio, posizionato sotto degli imponenti pilastri, contribuiva a farmi sentire “piccola”.
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Testimonianza di Leonardo Torelli

PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Davanti a quell’edificio mi sentivo piccolo, inadeguato. Esso era grande, color ocra, io invece ero solo un ragazzo appena uscito dalle medie. Poi sono entrato: tutto mi sembrava così serio, importante, sembrava un luogo “da adulti” ed io non mi sentivo per niente un adulto di fronte all’immenso atrio che mi apparve all’ingresso.
Da quel luogo così arioso, così stupendamente maestoso, i bidelli ci accompagnarono in aula magna. Già quest’attributo, magna, ricorda un certo Alessandro comandante dalla personalità forte, gagliarda e imponente. La sala era proprio così: appena entrato mi apparve una distesa immensa di sedie rosse, sgualcite dal tempo, di quelle che si piegano su e giù, come al cinema. Mi sentivo sempre più piccolo e imbarazzato, mi domandavo continuamente se sarei stato all’altezza di quel luogo così importante. Dopo un breve discorso, i professori ci condussero nelle nostre aule. Salendo le scale scrutavo attento ogni dettaglio. L’edificio era un luogo molto intricato: camminando osservai l’interno di tantissime stanze, ma vi erano anche spazi liberi, destinati a chissà quali attività; era attraversato da eterni corridoi e percorribile attraverso scale che sembravano infinite, interrotte da numerosi pianerottoli. Era la rappresentazione della cultura che si esercitava al suo interno, quella cultura che non ero sicuro di poter afferrare, catturare e mettere al sicuro. Ero intimorito da questa complessità: tutto mi sembrava ancora più difficile se, alle preoccupazioni precedenti, si aggiungeva anche il timore di perdermi nei meandri di quell’edificio. Avevo la testa traboccante di pensieri, di paure.
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Testimonianza di Valentina Zampol

La mia esperienza al liceo
Due chiacchiere di una studentessa nostalgica
Sono passati tre anni da quando, diploma alla mano, ho varcato per l’ultima volta (ufficialmente parlando) la soglia del liceo e già allora sapevo che mi sarei guardata indietro con nostalgia. Ho un bellissimo ricordo degli anni che vi ho trascorso e mi piace pensare di aver lasciato, nel mio piccolo, qualche traccia del mio passaggio: un contributo per l’annuario, un paio di articoli per il bollettino sportivo e, soprattutto, un buon ricordo per compagni e insegnanti.
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Testimonianza di Elisabetta Galvagni

Buonasera a tutti!
Sono Elisabetta e frequento ormai l’ultimo anno del Liceo Classico.
Questa sera sono qui per illustrarvi in particolare in che cosa consiste il mio indirizzo e soprattutto per raccontarvi quella che è stata la mia esperienza. Cinque anni fa anch’io ero seduta in una di quelle poltrone, mi sembra in quell’angolino laggiù, chiedendomi se la scelta che avevo intenzione di compiere sarebbe stata davvero quella giusta per me.
Visti il mio grande interesse per le materie umanistiche e la preparazione culturale che questa scuola mi avrebbe offerto in previsione di un percorso universitario ancora molto indefinito, decisi di fare il Classico. A distanza di cinque anni, non posso che dirmi felice di quella scelta.
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Testimonianza di Lorenzo Modena

Buonasera, sono Lorenzo ed ho studiato Matematica all’Università di Trento. Ho avuto la fortuna di vivere questa scuola da più punti di vista: quello dello studente naturalmente e quello dell’insegnante, quando negli anni scorsi ho fatto una supplenza e ho seguito i ragazzi delle Olimpiadi della matematica: mi sento quindi un “liceale” a tutti gli effetti.
Quello che ho avuto modo di apprezzare di più è la completezza della preparazione offerta: alla migliore cultura umanistica dovuta allo studio del latino, dell’arte e della storia si affiancano la matematica e le scienze nella loro purezza più profonda.
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